mercoledì 14 Aprile 2021
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Rodrygo, il predestinato sulle orme di Robinho – Il brasiliano cresciuto con il cuore Blancos

Un destino già scritto...

3 ' di letturaNato il 9 gennaio del 2001 in Brasile, precisamente ad Osasco, terra fondata da immigrati italiani nel 1800, vicina a San Paolo, Rodrygo Silva de Goes, più semplicemente noto come Rodrygo è la stellina del calcio sulle orme di Robinho. Eric Batista, suo padre, divenne genitore ad appena 17 anni, era dunque un ragazzino, ed aveva un sogno, diventare un grande calciatore. E’ vero, non ci riuscì, non riuscì a spiccare il volo ma… si guadagnava da vivere comunque militando nelle divisioni minori pauliste. Eric però, capì molto presto che colui che poteva fare il salto era Rodry e così, smise, per dedicarsi completamente a quel piccolo che aveva ottime potenzialità laddove lui presentava lacune. Eric ha un sogno ancor più grande per suo figlio, vederlo oltreoceano. Dove? Al Real Madrid, lì dove Robson de Souza Santos, in arte Robinho, ha fatto sfracelli.

Rodrygo e suo padre Eric Batista

Il piccolo Rodrygo è uno che ha iniziato presto a “bruciare le tappe”, a lui piace fulminarle. A soli 9 anni già militava nelle fila del Santos, ma nella squadra di futsal, passo solo in seguito al calcio a 11 (guarda caso proprio la squadra dove iniziò quell’idolo, quel modello da seguire, Robinho). Aveva un dribbling semplicemente pauroso per uno della sua età, incantava, un’agilità fuori dal comune. Lì Rodrygo ogni giorno al campo, all’allenamento inziò a fantasticare su quale, su dove potrebbe essere stato il suo futuro (visto che lì spesso diverse squadre europee, o meglio i top club europei vanno a pescare i talenti), divenne un Menino da Vila. Nel 2018 venne portato in prima squadra, Doriva, il mister venne stregato da quel funambolo. Esordì ad appena 17 anni e 50 giorni in Copa Libertadores, il 1° marzo. E mise il suo nome sull’albo come “calciatore più giovane del Santos a giocare la Copa”. Ma non solo, pochi giorni dopo, arrivò il suo primo gol con i Peixe, anche questo altro record stabilito.

Rodrygo dopo un gol siglato nel Santos

Rodrygo Goes, un nome destinato ad infiammare i tifosi di altri impianti, precisamente di quegli impianti iberici, di quegli stadi che trasudano storia da ogni angolo. Quei posti dove tutti i più grandi, Robinho, Ronaldinho, Neymar hanno scritto la storia. 

Un talento del genere ovviamente non poteva che attirare le avance di un grande club. Quale? Il Real Madrid. Quando seppe della chiamata, dell’interesse, Rodrygo non ci pensò nemmeno un secondo, diede subito il suo ok al trasferimento in terra spagnola. Perché? Tutto era perfetto, il sogno di papà Eric stava divenendo realtà. Nelle sue vene scorreva già sangue Blancos. Passò alle Merengues ufficialmente il 1° luglio del 2019. Il 25 settembre debuttò con il Real, tutta l’emozione traspare negli occhi del giovane brasiliano quel giorno. Ma Rodrygo appunto, come vi abbiamo detto già “troppe volte” è uno che vuole stupire, è uno che ha voglia, ha fame di record. Segnò ad una manciata di minuti dal suo debutto e diventò così il terzo marcatore debuttante più giovane a segnare un gol nei Blancos. Ora, chiudete gli occhi solo per un po’, anzi, anzi fate così, spalancateli, perché sarà stata questa la reazione di papà Eric in quel giorno indimenticabile.

Il 6 novembre poi, il Real Madrid vinse 6-0 contro il Galatasaray. Indovinate un po’, chi realizzò una tripletta? Ovvio… Rodrygo. Divenne così il secondo giocare più giovane a realizzare tre gol in Champions League. Dicono che davanti ci sia solo un nome, uno di quelli che sicuramente non ha bisogno di tante presentazioni, Raúl, colui che è stato una bandiera. 

Rodrygo esulta dopo la tripletta segnata contro il Galatasaray

Probabilmente… il destino di Rodrygo era già scritto nelle stelle…

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