venerdì 30 Luglio 2021
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Quella sera in cui Radamel Falcao decise di spaccare il mondo

3 ' di letturaLa data da segnare sul calendario è il 31 agosto 2012, quella sera sopra lo Stadio Louis II di Montecarlo si è abbattuto un uragano dai capelli lunghi e corvini, capace di spazzare via in appena 45′ le speranze del Chelsea – squadra detentrice della Champions League – di alzare un trofeo. Dall’altra parte ci sono i Colchoneros dell’Atletico Madrid, freschi vincitori dell’Europa League. La partita in questione è naturalmente la Supercoppa Uefa 2012, il protagonista della nostra storia è invece Radamel Falcao, El Tigre.

Il numero 9 dell’Atletico Madrid è un fuoriclasse formidabile, un centravanti letale, capace di segnare in ogni modo. La sua prepotenza fisica è incontrollabile, con le sue movenze è il terrore delle difese avversarie e nelle ultime stagioni ha nel suo referto una serie di vittime illustri per le quali andare fiero. Nel suo mirino c’è il Chelsea di Roberto Di Matteo, un avversario da sbranare in un sol boccone. Falcao, in quel periodo, più che un attaccante assomiglia a un personaggio biblico, coi suoi lunghi capelli il richiamo va inevitabilmente a Sansone, eroe dalla forza prodigiosa, concessagli direttamente da Dio. Il “Sansone” colombiano ha un unico scopo però, quello di entrare nella storia e di portare un nuovo trofeo nella bacheca dei biancorossi di Madrid. Ben presto Lampard e compagni avranno modo di capire chi hanno di fronte.

Il terremoto Falcao si abbatte sugli sventurati Blues già dopo 5 minuti, quando colpisce una traversa accelerando in modo esplosivo e calciando verso la porta con il destro, un pallone spiovente dalla sinistra. La deviazione provvidenziale di Ashley Cole, spinge la palla sulla traversa. Primo brivido e prima avvisaglia che qualcosa di clamoroso sta per accadere. Passano due minuti e inizia la danza vera e propria: imbucata geniale, Falcao a tu per tu con Cech, finta e tocco sotto con palla che bacia il palo e finisce in rete. Uno a zero per i Colchoneros.

Un altro quarto d’ora di tregua e poi Falcao si inventa qualcosa di stupendo: El Tigre controlla la sfera appena dentro l’area – sull’angolo destro – e con un sinistro telecomandato spedisce la palla all’incrocio dei pali. Un gol meraviglioso, che ricorda esattamente quello realizzato pochi mesi prima nella finale di Europa League contro l’Athletic Bilbao. Il Chelsea è sotto di due reti, stordito e barcollante. Minuto 36′, ancora un’occasione maiuscola per El Tigre colombiano: palla per Koke, suggerimento in mezzo per Adrian che incespica, si fionda sulla palla Falcao che con caparbietà colpisce di testa la sfera che si infrange sul palo. Nessuno riesce a marcare il 9 della squadra di Madrid, ci provano i vari Cahill, David Luiz, Ivanovic e Cole, ma senza metterci un freno.

Ultimo minuto del primo tempo, Falcao entra nella storia: palla sulla sinistra per il colombiano che salta in velocità Ramires e con il sinistro infila Cech per la terza volta. El Tigre realizza una tripletta storica, soltanto McDermott del Liverpool era riuscito in questa impresa. Il colombiano scrive una pagina di calcio incredibile, una notte magica e da ricordare negli anni. Una prestazione individuale così esuberante e straordinaria da restare impressa nella memoria di tutti gli appassionati di calcio. Per la cronaca la partita finirà 4 a 1 per l’Atletico Madrid di Simeone (con ulteriori reti di Miranda e Cahill per il Chelsea), un trofeo che indelebilmente porta la firma di Radamel Falcao, la tigre di Santa Marta.

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