venerdì 18 Giugno 2021
Home Sudamerica Quattro colonne portanti del nostro amore: ritorna la schedina

Quattro colonne portanti del nostro amore: ritorna la schedina

2 ' di lettura“La schedina tra le dita può cambiare la tua vita”, cantava un lanciatissimo Toto Cutugno nella sigla, datata 1987, di una fortunata edizione di Domenica In. E del resto era proprio “in” il giorno di festa degli italiani: in un clima disteso ci si rilassava finalmente dalla settimana di lavoro, che era per tutti una normale consuetudine di sostentamento, e non una chimera inarrivabile.

Semmai la chimera era rappresentata dall’ipotesi improbabile di poter indvinare tutti i risultati delle tredici gare, comprese fra serie A e serie C1, che componevano il sistema inventato nel lontano 1946 da un visionario appassionato di calcio, tale Massimo Della Pergola.

Ma ci si provava, sempre e comunque: per essere partecipi al campionato più bello del mondo, quello che teneva tutti col fiato sospeso, dalle 15:00 con Ameri e Ciotti a gracchiare in tempo reale l’andamento delle partite, magari in gita fuori porta e con una semiparesi al braccio che doveva giocoforza accostare la radio, neanche troppo tascabile, all’orecchio, se si voleva capire tutto nel dettaglio senza che le voci del vicinato tappassero quella favola lontana. Per poi passare al tardo pomeriggio, con la lettura della colonna vincente da parte del composto Paolo Valenti, il quale dopo andava a svelare il Montepremi e le vincite.

Tutto ciò è andato smarrendosi in questi anni, complice un calcio che ha voluto divenire evoluto, e che, per garantire visibilità del prodotto in stile fast food e compensi ipertrofici, non solo a ingordi protagonisti sempre meno sentimentali, ma anche al carrozzone di individui che pedate non ne sanno tirare, ma sanno come far fruttare una moneta nel campo, si è affidato troppo al Gatto e la Volpe di Pinocchio: “ne deriva che”, per dirla alla Ciotti, il finanziamento del pallone ha fatto rotta su televisioni che hanno spezzettato il mille pezzi le colonne della schedina, che non ha più retto e ha lasciato il passo alle scommesse personalizzate e multiconcorrenziali, in stile inglese, che di british ha solo la provenienza.

Nessuno ha però più provato l’ebbrezza di vedersi comparire come per magia un 13 milionario guardando lo schermo, come accadeva all’emigrato del sud Lino Banfi mentre la squadra bianconera della città, con lui poco ospitale, perdeva in casa per mano di un gol di Cantarutti. Tutti col bigliettino della SNAI si sono trasformati in calcolatori senz’anima, persone a cui la vincita non dà nulla di più che qualche euro in tasca e non produce emozioni da film.

Ma adesso, dopo questo terremoto che ha visto le grandi potenze accapigliarsi con la UEFA, e preoccuparsi per i debiti accumulati; dopo che non solo la sfera di cuoio, ma anche quella terrestre sembra in ribellione con l’essere umano, ecco che qualcuno ha capito che forse per ripristinare gli equilibri, almeno nel mondo pallonaro italiano, debba ritornare quel sistema di gioco che ci legava come un cordone ombelicale ai campioni della domenica.

Quel fogliettino pieno di pallini che, messo dentro la macchina del ricevitore, emetteva un suono che sembrava un concerto di fax, e che nessuno, nato fra i 60 e gli 80, ha dimenticato.

E allora, come cantava Baglioni, che ricominci la filastrocca domenicale: 1-X,X-2-1-X, 1-X, 1-1,2-1-X.

Marco Murri

LEGGI E COMMENTA

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Marco Murri
Marco Murri
Giornalista scrittore e allenatore UEFA C

Seguici

Ultimi Articoli

Ben Brereton, un inglese per la nazionale cilena

La nazionale cilena si è riunita in questi giorni in vista del doppio impegno contro Argentina e Bolivia, valevole per le qualificazione ai Mondiali,...

Llorente: la famiglia più sportiva di Spagna?

Metti una cena di Natale a casa Llorente, sul finire degli anni Novanta. Da un lato il nonno materno Ramón Moreno Grosso, lo zio...

Il quinto numero dieci

L’ala e’ uno di quei ruoli di cui ti innamori subito perché sai che prima di far arrampicare fino in cielo il centrale di...

Miracolo a Parigi: la Coppa delle Coppe del Real Zaragoza

Ogni vittoria ha la sua sliding door, il momento clou che cambia il corso della storia, dove gloria e disperazione si sfiorano prima di...
Condividi: