venerdì 26 Febbraio 2021
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Quando Perez esonerò “el poco glamoroso” Vicente Del Bosque

2 ' di letturaLa Spagna ha sempre donato al calcio degli allenatori rivoluzionari di questo sport: da Rafa Benitez ai più recenti Enrique ed Emery, fino ad arrivare al vate Guardiola. Tutti coach che hanno fatto la differenza dalla panchina dando la propria impronta non solo alla propria squadra, ma un po’ a tutto il mondo calcistico. Un mister troppo spesso denigrato e preso sotto gamba è Vicente Del Bosque, un uomo che non ha bisogna di presentazioni.

La vicenda inizia nel maggio del 2003. Il Bernabeu è in visibilio: il Real Madrid è campione di Spagna per la 29esima volta nella sua storia, la seconda nel giro di tre anni. Come facilmente intuibile, la coppa porta il nome di Del Bosque, ma attorno a sé aveva una squadra stellare, non a caso soprannominati “galacticos”. Galattici non solo per le loro prestazioni in campo, ma anche per il loro stile fuori. Contestualizziamo la cosa: i primi anni 2000 portano ad un cambiamento sostanziale nel modo di vedere lo sport. Gli azionisti hanno capito che può essere un ambito redditizio per le loro tasche ed iniziano a puntare sulle varie icone. Sfortuna/fortuna vuole che le Merengues siano pieni di personaggi pop, uno su tutti il bad boy Beckham. Immaginatevi una rosa costellata di questo genere di persone, che stanno agli ordini di un uomo baffuto e sempre pacato.

Sarete d’accordo con Perez che non è il migliore dei scenari. Anche se, quel Real Madrid va, eccome se va; il classe 1950 ha plasmato una squadra a sua immagine e somiglianza (tranne che per il look). Ed i trofei certificano tutto ciò: due Champions League, una Coppa Intercontinentale ed una Supercoppa Europea. La squadra con lo spagnolo ha finalmente ritrovato la propria identità nel Vecchio Continente.

Purtroppo però, sarà proprio l’Europa a fregare il buon vecchio Vicente. Il patron dei Blancos, a poche ore dai festeggiamenti della vittoria del campionato, decide di esonerare il mister. È una doccia fredda sia per Del Bosque che per tutti i tifosi: si erano affezionati a quell’uomo come lui lo aveva fatto con loro già da calciatore. Per molti la non vittoria della UCL è stata presa solo come scusa, Perez non voleva che l’allenatore sfigurasse quella squadra così glamour. E questo non andò mai giù all’ex centrocampista che non accettava il fatto di esser cacciato per quei futili motivi. Dopo una vita donata al Real Madrid, sia da giocatore che da guida a bordo campo, vedersi abbandonare così non farebbe piacere a nessuno.

Però Vicente Del Bosque non è uno che molla facile. Dopo la disastrosa esperienza in Turchia, riparte dalle Furie Rosse, il sogno proibito di tutti gli spagnoli, ancor di più dopo la clamorosa vittoria agli ultimi Europei. Come storia ben nota a tutti, “el poco glamoroso” si riprese tutto con gli interessi: Mondiali, ancora una volta Europei ed una montagna di riconoscimenti personali. Ma, cosa più importante, si riprese la sua dignità da uomo e da allenatore. Situazione completamente diversa in casa Blancos che, dopo il suo addio, dovrà aspettare un bel po’ per ricostruire quanto fatto da lui.

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