venerdì 30 Luglio 2021
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Maradona: “la mano de Dios” prima e la divinità in campo dopo. Quel giorno all’Atzeca…

2 ' di letturaCi sono ricordi che non possono essere cancellati, episodi che restano nelle menti di chi ha avuto la possibilità di viverli, emozioni forti che spesso solo il calcio riesce a regalare. 

Questa è la storia del gol più bello del mondo, realizzato dal calciatore più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona. 

Era il 22 giugno del 1986, a Città del Messico si giocava la partita dei quarti di finale della Coppa del Mondo, in campo Inghilterra e Argentina. 

Quel giorno davanti ai centomila presenti allo Stadio Azteca andò in scena una partita epica, ai limiti del credibile. L’Argentina realizzò la rete del vantaggio con un gol che tutti ricordano, chi ama il calcio almeno una volta lo ha visto. La mano de Dios è stato il primo dei due episodi che vedono Dio coinvolto in una partita di calcio.

Maradona realizzò il gol del vantaggio proprio con la mano, si giustificò dicendo che era stata colpa di Dio. E se Maradona avesse avuto ragione? Non per la rete di mano, quella è astuzia e furbizia che a Diego non sono mai mancate. Fosse stata pure la rete del raddoppio dell’Argentina per mano di Dio? Stavolta però è come se l’onnipotente si fosse materializzato nelle gambe di Maradona e non più nella sua mano. 

El Pibe de Oro ricevette palla da Héctor Enrique all’interno della propria metà campo, da lì iniziò la sua corsa di 60 metri diritto verso la porta inglese, si lasciò alle spalle cinque giocatori, in ordine: Hoddle, Reid, Sansom, Butcher e Fenwick e alla fine anche il portiere Shilton, depositando in rete il pallone del 2-0 per l’Argentina, tutto questo in 10 secondi. 

È il gol perfetto, parte dietro il centrocampo, salta tutti i giocatori che si trova davanti con una facilità disarmante, uno ad uno come birilli. Nelle gambe di Maradona c’è una marcia in più, corre talmente veloce che neanche con lo sguardo si riesce a seguire i suoi giochi di prestigio.

La mano de Dios non si discute, ma non diteci che quello che è stato denominato il gol del secolo non deriva da l’ennesimo zampino del creatore, perché per realizzare una rete del genere non basta il talento, Maradona è letteralmente trascinato dalla forza del vento, da qualcuno che lo accompagna dritto per dritto verso la porta inglese senza via di scampo per gli avversari.

Maradona al termine del match ha dichiarato che non sarebbe mai riuscito a realizzare un gol così bello senza l’onestà inglese, infatti la maggior parte delle difese lo avrebbe steso prima di farlo arrivare in porta, ma diciamo la verità, di fronte a un capolavoro simile non c’è uomo che tenga.

Il gol del secolo è considerato oggi uno dei più belli al mondo, insieme alla mano de Dios regalarono la semifinale all’Argentina che di fatto quel mondiale lo vinse, chiamatele pure coincidenze…

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