martedì 19 Ottobre 2021
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Luis Suarez ed il suo vizio folle, “la mordida” a Chiellini al Mondiale 2014

Se volete chiamatelo "Il Cannibale"...

2 ' di letturaLuis Alberto Suarez Diaz, noto come Luis Suarez è uno degli attaccanti più forti e prolifici di tutti i tempi. Il classe ‘87, attualmente all’Atletico Madrid, con Messi e Neymar nel Barcellona ha regalato spettacolo puro. Il centravanti, spesso, molto spesso però è stato l’artefice di indimenticabili episodi pieni di rabbia.

Mondiale 2014, è il 24 giugno, allo stadio Das Dunas di Natal (Brasile) è in scena Italia-Uruguay, ultima gara del girone che in caso di vittoria avrebbe dato agli azzurri la qualificazione agli ottavi di finale. La partita è bloccata sullo 0-0, palpabile tensione a fior di pelle tra tutti i calciatori in campo. È il 79’ quando un lampo di follia colpisce un affamato (solo di gol?! Non sembrerebbe…) troppo affamato “El Pistolero” che all’improvviso abbraccia da dietro e morde Giorgio Chiellini sulla spalla sinistra. Il difensore italiano mostra alla direzione arbitrale la stampa dell’intera dentatura di Luis mentre il protagonista del folle gesto resta lì, a terra, dolorante, a toccarsi gli incisivi tra l’incredulità degli spettatori.

Ma in quel preciso secondo cos’è scattato nell’imprevedibile mente di Suarez? Perché ha morso il difensore della Juve? Da che cosa è stato infiammato? Secondo l’ex calciatore Diego Lugano, i giocatori italiani hanno provocato per tutto il match l’attaccante uruguaiano, non gli è stato concesso un attimo di pace, strategia forse per innervosirlo? Sarà davvero questo il motivo che si cela dietro al brutto gesto di Luis? È stato così tanto “scaldato” da essere portato a questa reazione? Sì… potrebbe ma…

Torniamo indietro nel tempo, precisamente in Uruguay, scavando nell’infanzia dell’attaccante scopriamo un bambino che ha dovuto imparare in fretta a cavarsela, un giovane tenace, cresciuto probabilmente prima del dovuto. Quando lasciò la sua città natale spesso venne preso in giro, il piccolo Luis viene già descritto all’epoca come un ribelle, come quello fuori dalle regole. Chissà che non sia proprio questo suo “astio” represso per tanti, troppi anni, questa sua voglia di rivalsa, questa sua voglia di non mollare mai, questa sua garra, fame di vittoria, la vera motivazione che si nasconde dietro al suo aggressivo comportamento…

“Mi sono reso subito conto di averlo fatto – racconterà poi un Suarez lacerato dalla colpa per quel bruttissimo gesto che rimarrà sempre nella storia del calcio mondiale – non riuscii nemmeno ad esultare dopo il gol di Godin, stavo già pensando alle conseguenze. Volevo scoppiare a piangere”.

“Sono anch’io un gran figlio di p… e ne vado fiero: le malizie fanno parte del calcio – ricorda ancora oggi Chiellini a riguardo di quell’evento che lo vide “vittima” – , neanche le chiamo scorrettezze. Bisogna essere furbi e io Suarez lo ammiravo da sempre. Se perdesse la sua malizia diventerebbe un attaccante normale”.

Da qui si aggiungerà dunque un nuovo soprannome per il top player ovvero “Il Cannibale”. L’uruguaiano non venne espulso dalla gara ma ottenne una sanzione esemplare, squalifica per 4 mesi della Premier League e 9 turni con la Nazionale.

Questo non è l’unico episodio in cui Suarez ha sfogato la sua rabbia e fame (di gol?!), da registrare nella sua carriera calcistica c’è anche il morso a Bakkal nel 2010 ed a Ivanovic nel 2013. L’anno seguente di “la mordida” a Chiellini poi, l’attaccante ha rischiato di ricascarci nella sfida di Champions League tra Manchester City e Barça. La tentazione di mordere il braccio di Demichelis è stata forte ma, per sua fortuna, Suarez si è fermato giusto in tempo.

Il raptus di follia de “Il Cannibale”…

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