domenica 5 Dicembre 2021
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Llorente: la famiglia più sportiva di Spagna?

4 ' di letturaMetti una cena di Natale a casa Llorente, sul finire degli anni Novanta. Da un lato il nonno materno Ramón Moreno Grosso, lo zio paterno Francisco Gento, papà Francisco Llorente più una nutrita schiera di zii, il tutto mentre Marcos Llorente, allora solo un bambino, rimaneva seduto in un angolo ad ascoltare a bocca aperta le conversazioni dei grandi e sognando anche lui un giorno di poter discutere di Coppe dei Campioni, titoli di Liga o della Selección spagnola. Perché in quella casa non si parlava ovviamente d’altro, per buona pace delle signore della famiglia.

Marcos Llorente, classe 1995 attualmente in forza all’Atletico Madrid, non poteva non diventare uno sportivo d’élite, e con una famiglia del genere il suo futuro era già segnato fin dall’infanzia. Ramón Moreno Grosso, il nonno, si era formato nelle giovanili del Real Madrid, club con cui giocò l’intera carriera salvo una breve parentesi con l’Atletico, già allora destinato a dividere i cuori della famiglia. Con i blancos, Grosso vinse 8 campionati e una Coppa dei Campioni, coincidendo con Francisco “Paco” Gento, leggendaria ala sinistra del Real e detto il “Re di Coppe” visti i suoi 6 successi europei, primato assoluto che lo colloca davanti a mostri sacri come Alfredo Di Stefano, Paolo Maldini o Cristiano Ronaldo.

Anche Gento proveniva da una famiglia di calciatori: il fratello Julio giocò con Malaga, Elche e Racing Santander, dove coincise con l’altro fratello Antonio, che ebbe esperienze anche con il Levante ed Oviedo, oltre a tre presenze con il Real Madrid. Nel 1965 i Gento divennero zii di Francisco Llorente, figlio della sorella, e un anno dopo arrivò anche Julio, mentre in precedenza erano nati José Luis ed Antonio.

I fratelli José Luis, Antonio e Julio Llorente, i primi due cestisti, il terzo calciatore

Anziché dedicarsi al calcio, sia José Luis che Antonio si appassionarono alla pallacanestro, con José Luis che è considerato uno dei giocatori storici del basket spagnolo, grazie alle 112 presenze in nazionale e una medaglia d’argento alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984, oltre a numerosi trofei a livello di club, fra cui una Coppa d’Europa e due Coppe Korac vinte con il Real Madrid. Antonio, detto Toñín, non riuscì invece a debuttare in nazionale, anche se ebbe pure lui una lunga carriera, che lo portò a giocare fino ai 38 anni, quando si ritirò nel 2002 dopo mezza stagione con il Real Madrid, l’unica in cui vestì la casacca blanca.

Come visto, Atletico e Real furono sempre presenti nelle carriere dei Grosso-Gento-Llorente e Francisco Llorente – anche lui detto “Paco” – debuttò proprio con i colchoneros nella stagione 1985-86, mentre il fratello Julio ebbe il primo assaggio di Liga nella stagione 1987-88, quando il Real Madrid lo mandò in prestito al Mallorca. I due si ritrovarono assieme al Bernabeu l’anno successivo, visto che nel frattempo Francisco era stato acquistato proprio dai blancos.

Francisco Llorente, Francisco Gento e Marcos Llorente

Francisco Llorente era un esterno offensivo rapidissimo, dotato di una accelerazione micidiale e generoso nel ripiegare ed aiutare. Il suo cruccio fu principalmente la mancanza di gol, ciò nonostante, Leo Beenhakker lo usò moltissimo, soprattutto in gare delicate dove la sua corsa e la sua disciplina tattica potevano essere d’aiuto. Tanto importante nell’economia della squadra che nel 1989, nel quarto di finale di Coppa dei Campioni contro il PSV, preoccupato dalle discese del terzino Eric Gerets, il tecnico olandese preferì giocare con Llorente lasciando in panchina nientemeno che Emilio Butragueño, decisione che fece infuriare il presidente Ramon Mendoza, nonostante il passaggio del turno. Francisco Llorente fu in campo anche nella semifinale di San Siro contro il Milan, il famoso 5-0 che segnò la fine delle ambizioni europee della Quinta del Buitre e di quel Real targato Beenhakker.

Nazionale spagnolo in una occasione, Francisco Llorente rimase con i blancos fino al 1994, quando passò al Compostela, mentre il fratello Julio, di mestiere terzino, aveva lasciato la capitale già nel 1990 per finire al Tenerife, diventando un perno fondamentale della squadra isolana, che in quegli anni arrivò a giocare in Coppa UEFA prima con Jorge Valdano e poi con Jupp Heynckes come allenatori.

Quando la saga dei Grosso-Llorente-Gento sembrava conclusa, ecco un nuovo membro della famiglia affacciarsi alla ribalta: Marcos Llorente, figlio di Francisco Llorente e nipote di Ramon Grosso Moreno, venne fatto debuttare da Rafa Benitez in un Real Madrid-Levante dell’ottobre 2015. Tuttavia, fu difficile per lui farsi largo con gente del calibro di Casemiro, Luca Modric e Toni Kroos in campo: se gente come Isco, Mateo Kovacic o James Rodriguez si mangiava regolarmente la panchina, figuriamoci un ragazzino appena uscito dal settore giovanile. Così per Marcos Llorente arrivò il prestito al Deportivo Alavés nella stagione 2016-17, dal quale rientrò consapevole del proprio valore. Per Zidane, però, Marcos Llorente non era ancora pronto per il grande palcoscenico, e sembrerebbe che il francese, all’inizio del suo secondo mandato dopo alcuni mesi sabbatici, abbia proprio consigliato al giovane centrocampista di cercarsi fortuna altrove.

Senza spostarsi troppo, Llorente non tardò a trovare un ingaggio nell’altra squadra di famiglia, l’Atletico Madrid, dove ha iniziato una vera e propria metamorfosi con Diego Simeone come maestro. Non solo compiti da centrocampista puro ma anche tante incursioni in avanti, grazie alle micidiali accelerazioni, regalo del DNA dei Gento-Llorente, visto che sia lo zio che il padre erano dotati di uno sprint fuori dal comune.

Il momento clou che sancì la sua esplosione fu senz’altro la doppietta in Champions League con cui l’Atletico espugnò Liverpool la scorsa stagione, ma potrebbe essere ingannevole guardare solo quell’exploit per analizzare il fenomeno Marcos Llorente. In un campionato lungo e difficile come l’attuale, la sua duttilità e la sua freschezza sono state risorse fondamentali per il cammino dell’Atletico verso la testa della classifica. Qualità che faranno comodo anche a Luis Enrique nel prossimo Europeo. Llorente ha infatti già debuttato con la Selección, un record figlio-papà-nonno che ricorda molto quello degli Alonso, un caso più unico che raro nel fútbol. Peccato che Ramon Grosso, scomparso nel 2002, non abbia potuto gioire delle gesta di suo nipote.

@JuriGobbini

Juri Gobbini è autore anche di La Quinta del Buitre

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Amante della Liga e del Calcio Spagnolo Autore del libro "La Quinta del Buitre" (Amazon, 2020)

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