venerdì 26 Febbraio 2021
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L’Independiente è ‘rey de copas’: con sette Libertadores è in testa alla classifica assoluta. Tutte le vittorie del club di Avellaneda

6 ' di letturaIndependiente, que te pasò? È finita ai quarti di finale di Copa Sudamericana lo scorso giovedì l’avventura della formazione di Avellaneda. In casa nel derby contro il Lanus i rossi di Pusineri dopo lo 0-0 dell’andata in trasferta si sono fatti travolgere dagli avversari già nel primo temo e la partita è finita lì, sul parziale di 3-0 per gli ospiti. Il gol del colombiano Roa, arrivato solo nel finale, vale solo per le statistiche.

Alcuni campioni dell’Independiente ‘rey de Copas’. Il primo a sinistra è Daniel Bertoni, poi in Italia negli anni Ottanta

Eppure il Cai (Club Atletico Independiente) si porta dietro il soprannome di Rey de Copas. Perché a dispetto dei titoli vinti in patria, che pure non sono pochi (16) detiene tuttora il record assoluto di vittorie in Copa Libertadores, che sono 7, una in più del Boca Juniors.

L’occasione, dunque, per una rapida carrellata dei successi, che si affiancano a due vittorie in Coppa Intercontinentale, due in Copa Sudamericana (record condiviso con il Boca Juiniors) e due in Supercoppa Sudamericana (record che è invece condiviso con i brasiliani del Cruzeiro).

Il primo successo

Il primo successo è arrivato nel 1964. Vittoria nel girone contro i colombiani del Millionarios e i peruviani dell’Alianza di Lima senza sconfitte. In semifinale arriva una doppia vittoria con il Santos, una prestigiosissima al Maracanà di Rio De Janeiro. Nella finalissima c’è il Nacional de Montevideo. La doppia sfida si decide a Buenos Aires nella ‘Caldera del Diablo’, come viene soprannominato lo stadio La Doble Visera, ora intitolato ai Libertadores de America. Decide il match per la formazione di Manuel Giùdice una rete nel primo tempo di Mario Rodriguez Varela (68 partite e 32 gol in due stagioni in rosso). E da lì incomincia la storia.

Subito il bis

Da vincitrice del titolo l’Independiente l’anno successivo ha diritto a disputare la manifestazione partendo direttamente dalle semifinali. Di fronte c’è il Boca Juniors ed è decisivo il 2-0 dell’andata con le reti di Mura e, ancora, Mario Rodriguez. Il successo di misura non basta nel ritorno agli xeneixes per recuperare. La finale con il Peñarol è di quelle da ricordare. Perché dura la bellezza di tre partite. Serve infatti lo spareggio dopo la vittoria di misura degli argentini all’andata (segna Bernao) e il successo uruguaiano nel ritorno (3-1, ma non vale la regola della differenza reti). Si gioca a Santiago de Chile e in campo neutro il ‘rojo’ dilaga: 4-1 con un tris nel primo tempo aperto dall’autorete di Perez e suggellato dalle reti di Bernao e Avallay. Joya segna il gol che tiene aperte le speranze uruguagie ma Mura nel finale chiude i conti per il poker. E sono due.

Si entra nella storia

L’Independiente, la cui striscia si è interrotta nella semifinale del 1966, nel girone con River Plate, Boca e Guaranì si ripresenta alla competizione dopo aver vinto il campionato del 1971. Ed inizia lì la striscia miracolosa che porterà alla vittoria di quattro titoli consecutivi.

Nel 1972 nel primo turno la formazione allenata da Pedro Dellacha parte con due pareggi contro Rosario Central e i colombiani dell’Atletico Nacional ma poi le vince tutte e passa al girone di semifinale contro i brasiliani del San Paolo e gli ecuadoriani del Barcelona di Guayaquil. Decisivi, per la graduatoria finale, il pareggio interno del San Paolo con il Barcelona e il successo dell’Independiente ad Avellaneda con i rossoneri del Brasile con i gol di Balbuena e Mircoli. Un punto in più in classifica che qualifica alla finale con l’Universitario di Lima. In Perù finisce 0-0, nel ritorno vale ancora la legge di Avellaneda. Decide nel 2-1 finale la doppietta di Eduardo Maglioni, protagonista ad Avellaneda per quattro stagioni. Per gli avversari il gol di Rojas tiene vivo il match fino alla fine.

E sono quattro

L’anno successivo Independiente di nuovo in campo dalla seconda fase come formazione detentrice. Inizia male con il ko con i Millionarios di Bogotà in trasferta poi solo vittorie e un pareggio con gli altri argentini del San Lorenzo de Almagro. In finale si parla cileno con il Colo Colo. Due pareggi (1-1 a Buenos Aires segna Mendoza, 0-0 a Santiago de Cile) non bastano ad assegnare il titolo. Si va a Montevideo per lo spareggio: apre Mendoza, pareggia Caszely. Supplementari. Al 2’ del secondo overtime Giachello, che era subentrato a Mendoza, regala il quarto titolo della storia. In panchina c’è Roberto Ferreiro, che è destinato a fare il tris.

Neanche il Brasile ferma il rojo

Siamo nel 1974, l’Independiente è ormai abbonato ai gironi di semifinale. Due pareggi con Huracàn e Peñarol non ostacolano il passaggio del turno perché il resto sono solo vittorie. La finale è con i brasiliani del San Paolo. E anche stavola serve lo spareggio. In Brasile Saggioratto illude gli argentini ma Rocha e Mirandinha ribaltano, a Buenos Aires c’è solo il rojo dove la stella è Bochini che apre le marcature raddoppiate da Balbuena. Il playoff si gioca a Santiago de Chile e lo decide il difensore uruguaiano Ricardo Pavoni al 37’. Ci sarà la sua presenza nelle quattro edizioni dei record.

La squadra campione del 1974
La squadra campione del 1974

Un poker incredibile

La striscia continua (e finisce) nel 1975. Un girone durissimo, quello di semifinale. Solo la differenza reti, maturata nell’ultima sfida, permette alla squadra di avere la meglio su Rosario Central e Cruzeiro. In finalissima c’è ancora una formazione cilena, l’Unión Española. Che sorprende gli argentini nella gara di andarta a Santiago con un gol di Ahumada nel finale. L’Independiente ribalta a Buenos Aires: apre Rojas, Las Heras impatta ma ancora Ricardo Pavoni e Daniel Bertoni (poi sarà negli anni Ottanta in Italia alla Fiorentina) fanno 3-1. Serve ancora lo spareggio che si disputa allo stadio Defensores del Chaco ad Asunciòn in Paraguay. Ruiz Moreno apre le danze al 29’, Bertoni le chiude al 20’ della ripresa. Cifra tonda: le coppe sono sei.

I festeggiamenti per la vittoria del 1975

L’ultima vittoria

Come tutte le favole sono destinate a interrompersi. Nel 1976 solo la differenza reti non permette un nuovo accesso alla finalissima, dove ci va il River Plate (che perde). Per vedere l’ultima vittoria dell’undici di Avellaneda nella manifestazione più prestigiosa, dopo le sfortunate partecipazioni nel 1978 e 1979, occorre attendere l’edizione del 1984. Stavolta van giocate anche le qualificazioni e la squadra riesce a vincere il suo girone contro Olimpia Asunciòn (ma solo per differenza reti), Sportivo Luqueño ed Estudiantes de La Plata. Più agevole il girone di semifinale, vinto senza sconfitte contro Nacional de Montevideo e Universidad Catolica. In finale chi c’è? Il Gremio di Porto Alegre, che ha vinto lo spareggio dell’altro girone di semifinale contro il Flamengo. Nell’undici di Josè Pastoriza ci sono Clausen, Giusti, Burruchaga e Bochini, tutti campioni del mondo due anni dopo. La doppia sfida la decide proprio Jorge Burruchaga, con un gol nella gara di andata. È un predestinato: deciderà lui la finale dei mondiali con la Germania Ovest a Città del Messico. Il ritorno finisce 0-0 e per l’Independiente sono 7.

L’Independiente campione sudamericano nel 1984

Numero perfetto? Forse. Fatto sta che da allora la squadra, che ha vinto anche la Coppa Intercontinentale contro il Liverpool a Tokyo (con un gol di Percudani) non ha avuto molto feeling con i successi. L’ultimo campionato risale al torneo di Apertura 2002. L’ultima Coppa, tanto per ribadire il titolo di re, è del 2017, in Copa Sudamericana in finale con il Flamengo.

Ma il Rey de Copas è sempre in agguato. Anche se quest’anno ha sbattuto forte contro il Lanùs.

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