giovedì 17 Giugno 2021
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La prima volta non si scorda mai: lo storico scudetto del Ferrocarril Oeste del 1982

5 ' di letturaMaglia verde, rara ma ineguagliabile per particolarità e bellezza. E un nome che la dice lunga sulla nascita e la storia della squadra: Ferrocarril Oeste. Come dire Ferrovie dell’Est.

Una squadra, una passione per chi soffre e vive per quei colori. Il quartiere, dell’enorme Buenos Aires, è quello di Caballito che se si disegna una mappa della città ne rappresenta il cuore anche se non è propriamente in centro.

Il palmares non è certamento quello del Boca Juniors o del River Plate, le squadre più conosciute della capitale argentina. Ma come spesso succede nelle svolte della storia, anche calcistica, c’è un momento in cui tutto funziona per il verso giusto. È l’inizio degli anni Ottanta, l’Argentina si è infilata, con tutte le conseguenze del caso, nella campagna bellica contro il Regno Unito per la conquista delle isole Falkland (Las Malvinas son argentinas, è lo slogan). Sulla panchina della squadra è arrivato uno di quei personaggi che sono destinati a cambiare la storia, oltre che la cronaca.

L’allenatore

Si chiama Carlos Timoteo Griguol, classe 1936, una carriera da discreto calciatore nell’Atlanta e nel Rosario Central e una medaglia d’oro, senza mai giocare, nella Copa America del 1959. Il meglio di sé lo dà come allenatore. Proprio al Rosario Central conquista nel 1973 il campionato nazionale. Al Ferrocarril Oeste arriva nel 1979 dal Kimberley di Mar del Plata. A volerlo è il presidente Santiago Leyden, che vuole vincere senza mettere in piedi formazioni milionarie a suon di acquisti e cessioni. Una strategia vincente in un paese che, peraltro, sotto la dittatura militare stava vivendo una delle peggiori crisi economiche della storia.

La scelta di Griguol in panchina dipende proprio da questa strategia: valorizzare il settore giovanile e fornire forze fresche per la prima squadra. Griguol arriva in panchina nel 1979 e i primi frutti si vedono già nel 1981: per due volte chiude al secondo posto, dietro al Boca Juniors di un certo Diego Armando Maradona e al River Plate di Mario Kempes nel campionato metropolitano e nel campionato nazionale, i due tornei in cui era divisa la stagione del calcio argentino, che ha sempre faticato a trovare una formula univoca per i propri tornei di calcio professionistico.

Il campionato nazionale 1982

Si arriva così alla stagione 1982, quella in cui l’economia argentina attraversa uno dei suoi momenti peggiori. In una situazione del genere è proprio la programmazione in casa Ferrocarril a pagare. E a permettere ai verdi di alzare il primo trofeo della sua storia. Il tutto, anche, per una serie di fortunate coincidenze, non ultima quella che volle che dopo lo stop al torneo per la guerra delle Fakland/Malvinas il torneo Metropolitano si concludesse quando già la nazionale argentina di Menotti era impegnata in Spagna per i campionati del mondo, dove era chiamata a difendere il titolo.

1982, dunque. Campionato nazionale con la formula di quattro gruppi territoriali ‘all’italiana’ e le prime due di ogni girone ad affrontarsi in gare di andata e ritorno fino alla finalissima per la conquista del trofeo.

La rosa della squadra

Griguol ha a disposizione una rosa equilibrata in ogni reparto anche se i nomi non sono quelli altisonanti. In porta c’è Carlos Barisio, recordman per aver mantenuto la porta inviolata per 1075 minuti senza subire gol nel Metropolitano del 1981.

In difesa il ‘caudillo’ Juan Domingo Rocchia, difensore centrale assieme a Hector Cùper, un nome che ha poi fatto la storia del calcio anche in panchina. Sulle fasce Silvio Sotelo, già colonna del Banfield e Oscar Garrè, uno che avrebbe fatto parte nel 1986 della nazionale argentina campione del mondo in Messico.

A centrocampo Carlos Arregui a destra, Geronimo Saccardi al centro, vero perno del gioco dei verdi e a sinistra Adolfino Cañete.

L’attacco è degno di nota. Il gioccatore simbolo della storia del Ferrocarril Oeste è Alberto Marcico, il ‘Beto’, in grado di giocare al centro dell’attacco o come laterale. Con lui in avanti Claudio Crocco a destra e Miguel Angel Juàrez a sinistra. Fu lui, con 22 reti, il capocannoniere di quella stagione fenomenale.

In rosa anche l’attaccante uruguaiano Julio Cesar Jimènez, che si alternava con Marcico al centro dell’attacco, il portiere Basigalup, il difensore Carlos Mario Gòmez, il centrocampista Jorge Brandoni e gli altri attaccanti Luis Andreuchi e Rafael Herrera.

Ferrocarril Oeste campione nazionale Argentina 1982
Il Ferrocarril Oeste del 1982: Barisio, Agonil, Brandoni, Marchesini. Garrè, Arregui, Saccardi, Cañete, Gonzàlez, Marcico, Juàrez

Con loro in campo quella del campionato nazionale del 1982 fu una cavalcata trionfale che portò a Caballito il primo scudetto della storia. In 22 partite disputate, fra girone di qualificazione e scontri diretti il Ferro ne vinse 16 e ne pareggiò 6 (solo San Lorenzo, River Plate e Boca Juniors nella storia hanno vinto un campionato da imbattute), realizzando 50 gol e subendone 13.

Il girone e gli scontri diretti

Nel girone di qualificazione la squadra di Griguol ha messo alle sue spalle Uniòn de Santa Fe, Independiente, Argentinos Juniors, Atletico Uruguay, San Lorenzo, Uniòn San Vicente ed Estudiantes. Si passa alle gare a scontro diretto.

Solo un gol di Juàrez in trasferta a Mendoza con l’Independiente di Rivadavia permette ai verdi di passare alle semifinali dove l’avversario è il Talleres di Cordoba. Pratica per il passaggio alla finalissima archiviata con la gara di andata: 4-0 con la doppietta del solito Juarez e i singoli di Cùper e Cañete. Solo per la statistica il ritorno che si chiude con un rutilante 4-4: Juàrez ancora protagonista con una tripletta, chiude il tabellino dell’undici ospite l’autogol di Pavìon.

La finalissima

Si arriva così alla finalissima contro i ‘cerveceros’ del Quilmes, che negli scontri diretti aveva avuto la meglio di Uniòn de Santa Fe ed Estudiantes de La Plata. L’andata si gioca allo stadio del Quilmes il 20 di giugno. I verdi di Griguol impongono il loro gioco e alla fine il migliore in campo risulta il portiere dei birrai di Buenos Aires, Hugo Tocalli.

Diventa decisivo il ritorno, esattamente una settimana dopo, allo stadio del Ferrocarril (dal 1995 intitolato all’architetto Ricardo Etcheverri). Il tecnico schiera il suo 4-3-3 classico con Gòmez che prende il posto di Sotelo e Basigalup in porta per Barisio. Questo il line-up, che rimarrà tale per tutti i 90 minuti: Basigalup; Gómez, Cuper, Rocchia, Garre; Arregui, Saccardi, Cañete; Crocco, Márcico, Juárez.

La gara si sblocca dopo 24 minuti: cross di Gomez da calcio di punizione, la difesa del Quilmes lascia inspiegabilmente solo Juàrez che ha addirittura l’opportunità di fallire un primo colpo di testa e di trovare nuovamente il pallone, sempre di testa, per insaccare alle spalle di Tocalli, stavolta non impeccabile nel seguire l’azione. Il sigillo al trionfo arriva all’8’ della ripresa: il Ferro maramaldeggia in area di rigore ospite e la difesa ospite non riesce a spazzare. La palla arriva al Beto Marcico che inventa un cross morbido sul quale Manca la deviazione Crocco. Non così il difensore Rocchia che irrompe dalle retrovie e fa il 2-0 che chiude i conti.

Conto alla rovescia per la festa dei ‘verdolaga’ che arriva con l’immancabile invasione di campo al fischio finale dell’arbitro Teodoro Nitti.

I giocatori più rappresentativi del Ferrocarril Oeste campione nazionale nel 1982
Garré, Cúper, Cañete, Crocco, Márcico e Gómez nella foto del settimanale El Grafico

Vittoria frutto della programmazione

Una vittoria frutto del caso quella del 1982 per il Ferrocarril Oeste? No, della programmazione. Tanto da non rimanere un fatto isolato. Nonostante l’addio di alcuni protagonisti, fra questi Rocchia che aveva deciso la finalissima del 1982, i verdi concessero il bis due anni più tardi e sempre nel campionato nazionale. In finale, stavolta, la vittima è illustre, il River Plate. Ma questa sarà un’altra storia di calcio da raccontare.

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