venerdì 24 Settembre 2021
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Il Re batte la Regina: Rui Costa e gli Europei del 2004

2 ' di letturaRui Costa: un solo nome che evoca emozioni indescrivibili. Non il classico bad boy del calcio dei primi anni 2000, ma in qualsiasi caso ricordato con adorazione. Dalle parti di Milano Firenze, il suo talento non è mai passato inosservato. Come ad Eusebio quando dovette prenderlo nelle giovanili del Benfica. E chissà che in quel 24 giugno del 2004 il più grande portoghese di tutti i tempi non si sia rivisto in lui. 

Gli Europei del 2004 saranno ricordati per sempre come i più pazzi della storia della competizione. Per noi italiani la questione del “biscotto scandinavo” brucia ancora. Non da meno però la delusione dei portoghesi; arrivati fino in fondo, si trovano a tu per tu con la Grecia, la cenerentola del torneo. Sicuri della vittoria casalinga, i lusitani sbatterono sul muro balcanico rimandando il successo a 12 anni dopo. Emblematica l’immagine di un giovane Cristiano Ronaldo in lacrime. 

Ma facciamo un passo indietro. Se i portoghesi possono vantare la medaglia d’argento, il merito è in gran parte di Manuel Rui Costa. Il principe delle stelle si accese per la prima volta ai gironi, ma non sarà decisivo in quella giornata. Nonostante il passaggio come primi nella fase precedente, ai quarti incontrarono l’Inghilterra di LampardRooney Beckham, tra i tanti. Il ct Felipe Scolari decise inizialmente di lasciare fuori il suo numero 10. Una scelta discutibile, ma che diede inizio all’età dell’oro (semicit). Dopo la rete del vantaggio di Michael Owen, i Leoni subiscono la defezione di Wayne Rooney per un infortunio alla caviglia. Nel frattempo sale in cattedra il Portogallo con i cambi, Costa Postiga, che giocano un ruolo fondamentale. Il pareggio arriverà a pochi minuti dalla fine proprio con Helder Postiga. 

I supplementari saranno il terreno di caccia del protagonista di oggi. Rui Costa riceve palla a centrocampo, si invola puntando l’area di rigore. Sul suo passaggio gli si para Phil Nevile che gli frana rovinosamente dietro. Sbolognato il terzino del Manchester United, fa partire un destro all’incrocio del primo palo che non lascia scampo a James. Una rete del genere difficilmente viene dimenticata, ma ci prova Frank Lampard che raggiunge il pareggio. Si va ai rigori e gli errori di Beckham e proprio di Rui Costa manderanno la serie ad oltranza. Sarà decisivo Vassel che la deposita tra i guantoni di Ricardo con quest’ultimo che mette in rete il penalty decisivo. 

Il resto ormai è storia, ma quella rete rimarrà impressa nelle memorie di tutti. A partire da quelli dei vertici della Uefa che l’hanno messo tra i migliori 60 goal della storia delle competizioni europee. Nel giorno del suo compleanno, non potevamo ricordarlo in modo migliore. Auguri Stella Polare! 

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