venerdì 26 Febbraio 2021
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Il Lanùs ancora sulle spalle del suo bomber storico: Josè Sand a 40 anni punta a suon di gol alla Copa Sudamericana

4 ' di letturaSarà una finale tutta argentina quella della Copa Sudamericana. Di fronte ci saranno il Lanùs di Zubeldia e il Defensa y Justicia allenato da Hernan Crespo.

Due rivelazioni ma non troppo. Il Lanus infatti, due titoli argentini nel palmares, la coppa l’ha già vinta nel 2013, superando i brasiliani del Ponte Preta nella duplice finale.

Ma la vera sorpresa non è tanto il raggiungimento del traguardo ma chi a questo traguardo ha portato la squadra della città della provincia di Buenos Aires. Si chiama Josè Sand, 40 anni lo scorso luglio. Uno che la gloria l’ha spesso sfiorata ma mai colta del tutto. Ma che, forte della sua stazza (1,82 per 79 chili di peso forma), ha sempre risposto con i gol alle critiche e alle difficoltà.

Tanto per spiegare l’apporto nella corsa alla finalissima della manifestazione continentale ecco il dettaglio: doppietta il 28 ottobre al San Paolo, decisiva per la vittoria e per il successivo passaggio del turno. Gol all’Independiente nella gara di ritorno dei quarti di finale e gol della vittoria in trasferta sul campo del Velez Sarfield nella gara di andata delle semifinali. Reti decisive per entrare ancora di più nella storia del Lanùs.

È stato proprio a quelle latitudini, d’altronde, che ha conquistato praticamente tutti i successi della sua carriera: due campionati argentini (apertura 2007 e 2016, quest’ultimo da capocannoniere con 15 gol) e una Supercoppa Argentina.

Un solo credo, quello di Sand, il gol. Cresciuto nelle giovanili del River Plate (ha detenuto a lungo il record di miglior marcatore del vivaio biancorosso) con i millionarios vivrà in prima squadra due anni senza grosse soddisfazioni fra il 2003 e il 2005 (42 partite, 8 gol). Il resto è un lungo peregrinare fra esperienze diverse. È uno di quei giocatori, spesso se ne trovano nei campionati internazionali, abituato a cambiare maglia ogni stagione, ma a dare sempre il suo apporto nella cosa che sa fare meglio: segnare.

Un elenco lunghissimo di esperienze, non solo in patria. Oltre che in Argentina, infatti, disputerà campionati in Brasile (al Vitoria), negli Emirati Arabi Uniti (pagato 10 milioni di dollari rispose con 31 gol in 30 partite in un biennio con l’Al Ain), in Spagna (cinque match con il Deportivo La Coruna), in Messico (Club Tijuana) e in Colombia (Deportivo Cali).

Ma è quando veste la maglia granata del Lanùs che risce a fare la differenza. Quasi come se lo stadio Nestor Diaz Perez sia la sua vera e unica casa. Non è un caso che si laurei per tre volte capocannoniere argentino (apertura 2008, clausura 2009 e prima divisione 2016) proprio con il ‘granate’, club che lo scorso 3 gennaio ha tagliato il traguardo dei 105 anni di vita.

Anche qui i numeri parlano chiaro. Tre le esperienze in carriera con la formazione con cui milita attualmente, che hanno permesso di essere il giocatore che più ha segnato nella storia della squadra: primo passaggio (con titolo) proveniente dal Colon di Santa Fè, fra il 2007 e il 2009: un ruolino da 50 gol in 67 partite. Altri due anni (con titolo) fra il 2016 e il 2018 (35 gol in 52 partite) e anche la storica, per il club, qualificazione alla finale di Copa Libertadores persa contro il Gremio. Libertadores di cui, nel 2017, è stato anche capocannoniere con 9 gol.

Dopo la ‘trasferta’ colombiana con il Deportivo Cali ancora una volta Lanùs e ancora una volta a caccia di un titolo, la Copa Sudamericana. Inevitabilmente utilizzato con il contagocce dall’allenatore Zubeldia, a causa dell’età e della difficoltà nel recuperare dagli infortuni, ha fin qui dato un apporto fondamentale alla stagione. E dire che a inizio anno aveva iniziato a meditare un ritiro dal calcio giocato…

Unico rammarico di Sand? La nazionale. Nonostante i tanti gol in carriera, infatti, ha totalizzato solo due presenze con l’albiceleste: il 15 di ottobre del 2008 l’esordio, all’82esimo minuto al posto di Cambiasso, nella gara di qualificazioni ai mondiali del 2010 persa contro il Cile. In panchina c’era Alfio Basile che lasciò il posto a Diego Armando Maradona che lo chiamò a giocare da titolare in una amichevole a Santa Fe contro Panama, il 20 maggio del 2009.

Da allora solo maglie di club. Da allora le grandi soddisfazioni con il Lanùs. Che potrebbero non essere finite.

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