giovedì 13 Maggio 2021
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Il Fenomeno vola nell’Olimpo: Ronaldo e la rete al Compostela

2 ' di letturaMa quanto sarà bello raccontare ai nostri nipoti tutto quello che stiamo vivendo grazie a questo magnifico sport? Ogni generazione ha vissuto emozioni irripetibili che resteranno indelebili. Tutto il resto passerà in secondo piano quando ci saranno storie del genere da raccontare. Oggi il protagonista è un ragazzo di Rio de Janeiro, conosciuto come Ronaldo Nazario de Lima, che ipnotizzò il mondo intero con un goal in quel di Compostela. 

Il Barcellona della stagione 1996/1997 regalerà al calcio interpreti e coach fondamentali per la storia recente di questo sport. A partire da Josè Mourinho, allora vice allenatore di Bobby Robson, ed il connazionale Andrè Villas-Boas nelle vesti di assistente. Non da meno coloro che lottavano ancora in campo: gente del calibro di Pep Guardiola e Julen Lopetegui, pedine essenziali per lo sviluppo del calcio spagnolo. Ma colui che farà davvero la differenza è Il Fenomeno. Sarà la stagione con cui si consacrerà in Europa insaccando 34 palloni in 37 presenze. Una media realizzativa spaventosa che non passò certamente inosservata e che contribuì alla conquista del Pallone d’Oro. I blaugrana vinsero ogni competizione in cui erano immischiati, fatta eccezione per il campionato vinto dal Real Madrid di Capello.   

Una partita apparentemente insignificante resterà negli almanacchi del calcio come teatro di una delle reti più belle della storia. Passata la mezz’ora di quel Compostela-Barcellona del 12 ottobre del 1996, Gica Popescu recupera palla a centrocampo per poi consegnarla a Ronaldo. Si rivelerà la miglior scelta possibile; il brasiliano lascia prima scontrare due avversari tra di loro per poi affrontare Said Chiba. Il marocchino cercherà di fermare il numero 9 in qualsiasi modo, sia con le buone che con le cattive. Ma niente, non ha potuto fare nulla di fronte ad uno strapotere fisico e tecnico ineguagliabile. Il blaugrana si invola verso l’area rincorso da tutto il Compostela: ne salta uno, poi il secondo e completamente sbilanciato la mette alle spalle di Falagàn 

Mani tra i capelli per Robson e si vola dritti nella hall of fame della Liga. Nella sua carriera segnerà una valanga di goal, più belli, più efficaci, ma quel giorno nell’estremo nord spagnolo si posero le basi per uno degli attaccanti più forti di sempre. 

LEGGI ANCHE: 1° maggio 2005, il primo gol di Lionel Messi con la maglia del Barça: l’inizio della favola blaugrana 

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