venerdì 21 Gennaio 2022
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Fernando Torres e l’Atlético: la favola di un niño che ha realizzato il proprio sogno Colchoneros

3 ' di letturaC’era una volta un bambino di nome Fernando. Sì, proprio così, c’era una volta perché quella che stiamo per raccontarvi è una favola. La storia d’amore tra Torres e l’Atletico Madrid, un rapporto che va oltre il calcio. 

Fernando nasce a Fuenlabrada il 20 marzo 1984, quarto di cinque figli si innamora del calcio grazie a uno dei suoi fratelli che era portiere e spesso gli chiedeva di calciare verso la porta.

Torres era l’unico bambino della sua classe a tifare per l’Atletico, su 25 ben 24 tifavano Real Madrid e poi c’era Fernando, un ragazzino minuto con i capelli biondi e le lentiggini che non si vergognava affatto del suo Atletì. Addirittura si presentava in aula con la maglia della propria squadra del cuore, il suo orgoglio era spesso trafitto dalle prese in giro dei compagni, ma questo a lui non interessava.

El niño iniziò la sua avventura con i Colchoneros a soli 11 anni, ad un provino dove erano presenti ben 200 bambini venne scelto da Manuel Briñas detto il “viejo” che rimase stupito dalle sue straordinarie doti calcistiche.

Fernando nelle giovanili dell’Atletico segna, vince e convince. A soli 17 anni esordisce in prima squadra durante una partita di campionato contro il Leganes, diventando così il più giovane ad indossare la maglia dell’Atletì. Il primo gol? Tranquilli, solamente una settimana più tardi contro l’Albacete. 

L’Atletico tornò in Liga e Torres che era un ragazzo nato e cresciuto con quei colori addosso aveva riportato entusiasmo nei tifosi. Ed è proprio per questo che Fernando a soli 19 anni diventò capitano della squadra: calciatore, tifoso, capitano. Il massimo. 

Con lo stimolo della fascia da capitano al braccio Nando compie la sua stagione più prolifica, 21 reti in 40 partite. Non vincerà nulla è vero, ma riporterà l’Atletico Madrid tra le grandi di Spagna. 

Nel 2007 lascerà Madrid, ma sarà solo un arrivederci. 

Torres passò al Liverpool dove diventò uno dei più forti attaccanti al mondo, l’esperienza con i Reds lo consacrerà definitivamente fino a portarlo a vestire la maglia del Chelsea. Venne acquistato per una cifra record, ben 50 milioni di sterline. Con i Blues ha vinto una Coppa d’Inghilterra, una Champions League e una Europa League.

Fernando nel 2009 si è sposato con la propria fidanzata che conosceva dall’età di 8 anni, questo per dire che il ragazzino spagnolo  non ha mai provato altro se non amore, per la sua terra, la sua squadra ed infine per la compagna, cresciuti di fatto l’uno accanto all’altra.

Dopo una breve parentesi in Italia con la maglia del Milan tornò a Madrid, naturalmente all’Atletico, dopo 7 anni El niño fece ritorno a casa. L’accoglienza fu da brividi, a riabbracciarlo al Vicente Calderon ci furono 45 mila persone, nessuno lo aveva dimenticato.

Tornò a vestire la maglia dei Colchoneros collezionando un sacco di record, il 6 febbraio del 2016 realizzò il suo centesimo gol con la casacca dell’Atletico e nel mese di aprile segnò per cinque partite consecutive.

Infine il 2018 fu un anno particolare per Fernando, raggiunse la quattrocentesima presenza ufficiale con la squadra madrilena e vinse il suo primo trofeo, l’Europa League. Il 20 maggio giocò l’ultima partita con il club realizzando una doppietta. Quel giorno salutò la tifoseria che aveva sempre ricambiato il suo amore e ci fu un ringraziamento particolare, se lo prese chi aveva creduto in Nando fin dall’inizio, proprio lui, Manuel Briñas.

La carriera di Fernando Torres è la prova che di fatto certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano.

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