mercoledì 14 Aprile 2021
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Edmundo: genio e sregolatezza di un “animale” da carnevale

2 ' di letturaVi siete mai innamorati della persona sbagliata? Sicuramente una volta nella vita sarà capitato a tutti quanti di perdere la testa per qualcuno, che sapevate vi avrebbe spezzato il cuore a metà. Tuttavia la sua bellezza, la sua personalità vi facevano continuare a fantasticare e a sognare, nella speranza – magari – un giorno di vederla cambiare per coronare un sogno d’amore perfetto. Questo è esattamente quello che accadeva ammirando l’armonia, la grazia, l’assoluto genio calcistico di Alves de Souza Neto, meglio noto come Edmundo. Talento brasiliano sconfinato, dai piedi fatati ma dalla testa letteralmente scollegata dalla parte razionale del cervello.

Per lui la famosa frase “genio e sregolatezza” calza proprio a pennello. Sul campo da calcio era capace di cose memorabili, fra dribbling impossibili, velocità di esecuzione e gol da cineteca. Di contraltare la sua sfera personale era contraddistinta da scelte fuori da ogni logica e da una serie infinita di eccessi, basti pensare all’idea di prendere alcuni animali del circo e farli ubriacare alla festa di compleanno del figlio, in barba ai tanti animalisti. Poi vi è stato il processo per omicidio stradale, ma soprattutto la sua passione per il carnevale.

Da buon carioca Edmundo non ha saputo resistere alla tentazione del carnevale più trasgressivo del mondo, quello di Rio de Janiero, nemmeno quando con la Fiorentina poteva scrivere una pagina di storia del calcio memorabile. Nel momento del bisogno ha lasciato tutto per seguire la sua passione, da anarchico e individualista qual è sempre stato. La squadra viola campione d’inverno 1999, perde a febbraio Batistuta per un infortunio che lo toglierà dai campi da calcio per almeno un mese e mezzo, nel periodo più cruciale dell’anno. Edmundo si sarebbe dovuto caricare la compagine toscana sulle spalle, invece ha preso le valigie e ha abbandonato i suoi compagni per farsi fotografare poi suoi carri allegorici insieme a discinte ballerine. Prendere o lasciare. Nel frattempo la Fiorentina, senza l’argentino e il brasiliano è colata a picco, perdendo definitivamente l’opportunità di vincere il suo terzo scudetto. A discolpa di O’Animal, come veniva soprannominato dai tempi del Vasco da Gama, una clausola nel suo contratto firmato con Cecchi Gori gli consentiva di tornare in patria a festeggiare il carnevale. La sua storia coi gigliati è finita malissimo, anche se adesso – a distanza di moltissimi anni – Edmundo si è pentito di aver compiuto quella scelta codarda per seguire i suoi istinti.

Dopo l’esperienza in riva all’Arno ha seguito un percorso da giramondo, alla caccia di buoni ingaggi, gloria e gol. È tornato al Vasco da Gama, poi numeri e dribbling con il Santos, ha successivamente scelto Napoli per sei mesi prima di essere colpito dalla saudade e accettare l’offerta del Cruzeiro. Poi l’esperienza in Giappone, di nuovo in Brasile, e ancora nel Sol Levante, un irrequieto senza fissa dimora ma sempre con la voglia matta di saltare avversari su un prato e disegnare calcio con estro e fantasia, ma soprattutto tanta follia – anche fuori dal campo -. Pochi giocatori hanno saputo incantare una platea come lui, che ha vestito anche la maglia del Brasile per 37 volte condite da 10 gol, in pochi hanno lasciato un rimpianto sul come poteva essere ma non è stato. O’Animal, genio e sregolatezza, fino in fondo.

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