venerdì 26 Febbraio 2021
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Djalminha e quella “bicicletta” che ha fatto storia

2 ' di letturaCi sono gesti tecnici che sconfinano la realtà, talmente belli da credere di aver assistito a un sogno, così incredibili che soltanto un genio avrebbe potuto solamente pensarli. A questa descrizione si può aggiungere che farlo contro un grande avversario come il Real Madrid, concede al gesto l’ingresso di diritto all’immortalità. Questo è il caso di Djalminha, chiamato “O’ Mago”, colui che in una notte stellata ha distrutto i Blancos con una giocata da antologia, quando il Deportivo La Coruna dettava legge nel calcio spagnolo.

La bicicletta al Riazor

La squadra di Irureta gioca un calcio spaziale e la sera del 6 febbraio del 2000 schianta i Galactios con un 5 a 2 che fa infiammare il Riazor. Lo stadio è un’autentica bolgia, ma ciò che fa incendiare la miccia dell’entusiasmo è la giocata del suo funambolo brasiliano, che sulla partita ancora bloccata sullo 0 a 0, caccia fuori dal cilindro un asso meraviglioso. Dopo gli sviluppi di un calcio d’angolo per i galiziani, la sfera carambola sui piedi di Djalminha, attento a presidiare la trequarti avversaria. Di fronte a sé non ci sono spazi, un muro di tre difensori del Real gli si issa davanti, chiudendo ogni tipo di pertugio. Ma è qui che l’occhio umano si ferma, ma non quello del Mago che segue il suo istinto e realizza il colpo della “bicicletta”. Col piede sinistro si porta la palla sul tacco destro, poi, alzandola, la fa passare sopra la testa di tutta la difesa del Real. La sfera si trasforma in un assist al bacio, un cioccolatino perfetto per l’accorrente Victor, a quel punto a tu per tu col portiere del Real. Solo una provvidenziale chiusura disperata di Roberto Carlos, impedisce la conclusione perfetta per un’azione che ha dentro di sé qualcosa di fantascientifico.

La giocata è talmente umiliante per gli avversari, che a fine partita volano parole grosse nei confronti di Djalminha, specialmente da parte di Raul Gonzalez Blanco. Il brasiliano si difende dicendo che lui è semplicemente un giocatore di calcio e che la sua giocata è la perfezione, la manifestazione dura e cruda di un’arte che non tutti possono possedere.

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