venerdì 18 Giugno 2021
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Braithwaite, dalla sedia a rotelle al sogno Barça

Nella vita niente è impossibile... basta crederci... e lottare

2 ' di letturaNella città catalana per eccellenza, nessuno avrebbe mai immaginato che Martin Braithwaite sarebbe divenuto un’importante giocatore per la formazione di Koeman. Arrivato nel febbraio 2020 dal Leganes, tra lo scetticismo della maggior parte del tifo, l’attaccante danese si è conquistato passo dopo passo un posto in una delle squadre più titolate al mondo. Si era già messo in luce nel Leganes, avendo segnato contro il Real Madrid ed anche contro quella che di lì a poco sarebbe stata la sua squadra, il Barcellona.

Ma molti non sanno, l’emozione, il cuore in gola, le notti insonni, di un bambino oggi uomo. Martin ha sempre avuto un pallino e quella vocina da “grillo parlante” gli rimbombava costantemente nella testa, dandogli un suggerimento: voglio diventare un calciatore professionista. E Braithwaite quel sogno l’ha trasformato in realtà.

Braithwaite è nato guerriero, quel guerriero che è oggi in campo, lo è stato ancor più allora. Quando si sentì dire “Sei affetto dalla Legg-Calvé-Perthes, una sindrome pediatrica degenerativa del femore”. Un sogno spezzato pensò, infranto, perchè lui era diverso. E mesi e mesi vissuti su una sedia a rotelle, senza mai abbattersi, sempre con quella tenacia e quel pallone custodito nel cuore. Il futuro? Tutto appariva così oscuro, così incerto. 

“Non ho molti ricordi – ha detto l’attaccante del Barça – perchè è stato un momento molto triste. Vedevo tutti gli altri bambini che correvano, sorridevano e giocavano è stato un periodo difficile. Ricordo la sensazione di non sapere come spiegarlo agli altri, la vergogna di essere diverso”.

“Ho sempre desiderato fare il calciatore – ha ricordato Braithwaite -, non avevo nient’altro in testa. E non avevo un piano B, perchè quando non hai un piano B non ti distrai dall’obiettivo. Ma il mio è stato un viaggio infernale”.

Braithwaite, aveva un obiettivo, quell’obiettivo che ha straordinariamente raggiunto. Un percorso diverso da quello dei suoi colleghi, più impervio, più tortuoso, ma sempre con quella sfera fissa nella mente. E Braithwaite può dire di avercela fatta. Non si è mai arreso, mai, non ha mai pensato di mollare per il calcio, la sua vita. Ed oggi incarna l’esempio perfetto per tutti coloro che stanno lottando, che stanno combattendo per raggiungere un sogno che in partenza può sembrare impossibile.

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