venerdì 24 Settembre 2021
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Batistuta ed Ecuador 93: la Copa America che passò per i piedi del Re Leone

2 ' di lettura“Gabriel Omar Batistuta (Avellaneda, 1º febbraio 1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, di ruolo attaccante”. Così Wikipedia lo inquadra in poche parole che dietro di sé celano un caleidoscopio di valori e talento che lo hanno sempre contraddistinto. Il Re Leone non ha bisogno di presentazioni, ma nel giorno del suo compleanno ci piaceva l’idea di ricordarlo con una delle sue partite più belle di sempre. 

Gli argentini nascono sempre con un forte sentimento di appartenenza alla nazione, soprattutto se sei di Avellaneda. Le disgrazie a livello politico sociale passate dal popolo albiceleste hanno unito tutti gli abitanti che in ogni occasione formano un unico grande blocco. Che sia per manifestazioni di protesta, che sia per il calcio, loro sono sempre a difesa della bandiera. Ecco proprio sul calcio vorremmo soffermarci, strano vero? Quel magico sport che riesce ad unire un pianeta intero che in Sudamerica sembra avere ancora più potere. Con il calcio si sono superate crisi di governo, depressioni finanziarie e chi più ne ha più ne metta.  L’Argentina nel 1993 non navigava in acque felici. Dopo il ripristino della democrazia, l’economia argentina ebbe un crollo senza precedenti che porta i suoi strascichi ancora oggi.  

Gli appassionati di calcio locali (ovvero il 99,99% degli abitanti) cercavano di svagarsi con le imprese dei propri connazionali in giro per l’EuropaDiego Simeone in quegli anni incantava con la maglia del Siviglia e  Fernando Redondo facevo lo stesso con il Tenerife. Ma ce n’era uno che più di tutti stava tenendo alta la bandiera Albiceleste, ed era Gabriel Omar BatistutaBatigol, dopo un periodo piuttosto lungo di adattamento in Italia, ha ingranato la marcia e stava macinando goal. Quella non era la migliore delle estati per l’attaccante che era stato il “protagonista” della retrocessione della Fiorentina. Anche se da lì a poco avrebbe portato la sua viola in cima al calcio italiano ed europeo.  

Arrivati alla Copa America 93 da detentori del titolo, gli uomini di Basile avevano il compito di risanare il Paese e di riconfermare la propria egemonia. Anche se il compito non era dei più semplici: dall’altra parte c’erano nazionali più che agguerrite come il Brasile di Cafu, la Colombia di Valderrama ed il Messico di Garcia Postigo. Proprio quest’ultima squadra sarà l’antagonista tra molte virgolette della storia di oggi. L’eroe direi sia abbastanza scontato e, rispettando le canoniche figure delle favole, l’aiutante è stato il destino. Fin da subito il match si dimostrò una sfida tra la tecnica dei sudamericani e la cattiveria agonistica dei messicani. In particolare Batistuta ingaggiò sfide provanti a livello fisico con i difensori avversari, soprattutto con Perales 

Il Re Leone fece risuonare per la prima volta il mitra al Monumental di Santiago de Guayaquil in seguito ad una corsa a perdifiato. A tu per tu con Campos non sbaglia e la infila sul primo palo. Neanche il tempo di esultare che i messicani ricevono un rigore a favore capitalizzato da Galindo. A quel punto, come farà migliaia di altre volte, Batistuta si prese la squadra sulle spalle e la trascinò alla vittoria. Dopo una rimessa laterale a catapulta di Diego Simeone, Bati solo in mezzo all’area affronta Gutierrez, se lo brucia con un cambio di movimento e rientra con un sinistro fatato. Aveva visto un po’ di ragnatele nell’angolino basso e voleva toglierle, tra i piedi aveva un pallone ed ha deciso di risolvere il problema così. Con quel goal, l’Argentina vinse la sua ancora ultima Copa America e Gabriel Omar Batistuta rinasce come una fenice. 

BUON COMPLEANNO BATIGOL! 

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