venerdì 24 Settembre 2021
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Alle Olimpiadi di Berlino 1936 il 4-2 ‘fantasma’ del Perù all’Austria nei quarti di finale

Tante leggende intorno all'annullamento della gara e all'addio della delegazione sudamericana dall'evento: ma non ci fu intervento nazista

3 ' di letturaLa verità, come spesso succede in questi casi, non si saprà mai del tutto. Ma alle olimpiadi di Berlino del 1936 non ci fu solo il ‘caso’ Jesse Owens, capace di vincere quattro medaglie d’oro a cinque cerchi in faccia ai difensori della pura razza ariana.

È l’8 di agosto e in campo, a Berlino, per i quarti di finale del torneo calcistico, scendono in campo l’Austria e il Perù. Come da tradizione in Europa la formazione austriaca è composta da universitari non professionisti, il Perù, invece, schiera la sua selezione migliore. I sudamericani di Denegri, calciatore anche lui e nell’occasione tecnico, agli ottavi di finale si erano sbarazzati agevolmente della Finlandia con il punteggio netto di 7-3 con cinque gol di Teodoro Lolo Fernàndez e due di Alejandro Villanueva. Abbastanza per far sì che la gara di Berlino sia attesa, per confermare le potenzialità peruviane a cospetto di un’Austria che aveva superato per 3-1 l’Egitto.

Un momento di Perù – Austria delle olimpiadi del 1936

L’interesse della sfida sembra scemare dopo il primo tempo: Werginz e Steinmetz superano l’acrobatico portiere peruviano Valdivieso per il doppio vantaggio alla fine del primo tempo. E così il match rimane fino alla mezz’ora del secondo tempo quando inizia il riscatto peruviano: prima Jorge Alcalde poi Alejandro Manguera Villanueva riportano il risultato in parità e conducono la sfida ai supplementari. Dove a chiudere la rimonta sono ancora Villanueva e Lolo Fernandez.

Chiusa qui? Neanche a dirlo. Il seguito, infatti, prosegue fra storia e mito. Per anni leggende autoalimentate hanno raccontato di un intervento diretto del Fuhrer, Adolf Hitler, per costringere alla ripetizione della partita per l’onta subita dagli ariani austriaci dai ‘meticci’ dell’America del Sud. Richiesta di ripetizione a cui la delegazione peruviana avrebbe risposto ritirandosi dalla manifestazione fra le proteste di piazza in patria, scagliatesi in particolare contro le ambasciate tedesca e danese (paese di provenienza dell’arbitro Kristiansen, reo anche di aver annullato tre gol al Perù nei tempi supplementari).

Ma a dimostrare che non andò così, oltre 70 anni dopo, ci ha pensato un giornalista sportivo, Luis Carlos Arias Schreiber, che ha smontato, fonti alla mano, tutte le ricostruzioni non confermate e che si erano assommate negli anni. La versione ufficiale, quella che appare dagli atti, parla di continue invasioni di campo da parte di tifosi peruviani, armati anche di mazze, coltelli e pistole. Durante le invasioni sarebbero stati anche aggrediti tre giocatori austriaci che non avrebbero portato a termine la partita. Un’altra versione, quella di un giornalista statunitense, parla invece di un solo giocatore aggredito, comunque incapace di terminare il match.

Un intervento del portiere Valdivieso in Perù – Austria delle olimpiadi del 1936

Il match, insomma, in 11 contro 8, si sarebbe concluso solo per onor di firma. La decisione del Comitato Olimpico, interessato del caso, decise per la ripetizione della partita al 10 di agosto, due giorni dopo, e a porte chiuse. Alla riunione davanti alla giuria d’appello la delegazione peruviana non sarebbe mai arrivata, un nuovo rinvio fu disposto per l’11 di febbraio e, vista la nuova mancata presentazione dei rappresentanti sudamericani, solo allora si decise di dare partita vinta agli austriaci.

Leggenda e verità si riallacciano sul ritorno della squadra del Perù in patria, come richiesto direttamente dal presidente Oscar Benavides (anche la Colombia, per solidarietà, ritirò la sua delegazione dalla manifestazione a cinque cerchi).
L

a squadra di calcio fu ricevuta da centinaia di persone il 17 di settembre al porto del Callao e tuttora esiste il mito di quella formazione che “umiliò Hitler”. In loro onore una delle più alte vette del paese è stata ribattezzata come Punta Olìmpica.

Ma quella formazione non fu ricordata solo per quella partecipazione. Aveva l’ossatura della squadra olimpica, infatti, la selezione peruviana che, allenata dall’inglese Jack Greenwell, nel 1939 vinse il campionato sudamericano in una edizione disputata interamente a Lima ma senza la partecipazione di Argentina e Brasile. Di quella rassegna fu capocannoniere proprio Lolo Fernandez, autore di sette gol in 4 partite. Che non restò solo la ‘meteora’ di un pomeriggio d’agosto a Berlino.

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